Problematiche infantili. Come riconoscerle?  Cosa fare?

Un padre disse al proprio figlio “Stai attento a dove metti i piedi”…il figlio rispose: “Attento a dove li metti tu!...Ricorda che io seguo i tuoi passi..

Lo sviluppo psichico di un bambino è strettamente connesso al mondo dei “grandi”, cioè è strettamente connesso ai legami affettivi ed emotivi che instaura con i propri genitori.

Un bambino non può essere “pensato” come un’isola, cioè staccato dai principali legami affettivi che sono mamma e papà.

Pertanto, un  problema del bambino è sempre un problema familiare.

In che modo riconoscere il disagio psicologico nei bambini?

Rabbia, aggressività, ansia, un cattivo rapporto con il cibo, difficoltà di apprendimento sono espressioni di disagio psichico che non riguarda solo il bambino ma tutta  la famiglia.

Il bambino diventa  il “portavoce” di tensioni familiari inespresse, di una temperatura familiare troppo alta. Pertanto, i sintomi sono  la bandierina con quale chiedono aiuto per loro e per tutta la famiglia.

In che modo un bambino manifesta il proprio disagio?

Il bambino tende  a manifestarlo in modo diverso a seconda dell’età. Nei bambini più piccoli sono più evidenti disturbi del comportamento prevalentemente iperattivi e con alterazione dei ritmi biologici ( disturbi del sonno); nei bambini più grandi tende  a manifestarsi con disturbi della condotta alimentare e disturbi del comportamento con caratteristiche di disattenzione ed introversione. I sintomi dei bambini sono richieste di aiuto che se non comprese possono alterare lo sviluppo affettivo, mentale e sociale di un bambino.

Cosa fare e a chi rivolgersi?

Se i sintomi sono presenti da oltre sei mesi è utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto non  solo di bambini ma anche di dinamiche familiari.

I problemi dei bambini sia in  fase diagnostica che terapeutica, in linea  di massima e dopo un’attenta valutazione clinica,  vanno sempre affrontati con tutta la famiglia. Tenere i genitori “fuori dalla stanza di terapia” è un’operazione dannosa per il bambino, in quanto quest’ultimo si fida dei genitori, non del terapeuta.

Per aiutare i bambini bisogna sempre coinvolgere i genitori, in quanto sono loro che li conoscono bene. Compito del terapeuta è ricreare un ponte tra bambino e genitore.

Dr.ssa Lombardo Lucia Anna
Psicologo Psicoterapeuta Caserta



Ambiti di intervento

  • Psicologia Clinica

  • Valutazione Psicodiagnostica

  • Valutazione Neuropsicologica

  • Psicoterapia individuale di coppia e familiare

  • Disagio e disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza


Dott.ssa Lombardo Lucia Anna
Psicologo Psicoterapeuta Caserta
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Iscritta all’Albo degli psicologi regione Campania n.2456 dal 13/01/2006. Laurea psicologia indirizzo clinico e di comunità (vecchio ordinamento), presso seconda università degli studi di Napoli Federico II.

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Ultima modifica: 24/06/2016