Genitori, Figli e Tecnologia

Si chiamano nativi digitali i giovani nati  a partire dagli anni novanta e per i quali computer, internet e videogiochi non rappresentano una novità ma un dato ambientale. I giovani, in genere, hanno un buon rapporto con le tecnologie perché sono cresciuti insieme ad esse e sono “abituati” ad averle nel proprio mondo.

Sembrano immigrati digitali gli adulti che, invece, hanno dovuto abituarsi alla presenza delle nuove tecnologie.

Ma quale rapporto c’è tra i giovani e i media? E mamma e papà come vedono questo nuovo modo di comunicare e relazionarsi dei propri figli?

Sicuramente i giovani trascorrono molte ora davanti al computer o giocando con i video giochi oppure navigando, ma perché è cambiato il modo di vivere le relazioni e di incontrare altri ragazzi come loro. La piazza dove incontrare amici sembra essersi sostituita a questo mondo digitale che loro sembrano maneggiare con molta disinvoltura. La loro piazza sono le comunità virtuali attraverso le quali riescono a relazionarsi e raccontarsi.

I genitori sono più portati a demonizzare e ad etichettare come pericolosi  e lesivi i media. Spesso i ragazzi vengono accusati di vivere in un mondo tutto virtuale, un mono privo di sentimenti, di fisicità e di profondità…i ragazzi non sono capaci di incontrarsi.

I ragazzi sanno incontrasi, solo che lo fanno in modo diverso. L’inquietudine dei genitori nasce dal fatto di sentirsi spaesati di fronte a linguaggi e nuove occasioni di fare gruppo. Paura ed inquietudine nascono non solo dalla scarsa conoscenza dei media ma anche dall’uso che fanno i ragazzi.

Ma, allora, bisogna preoccuparsi? Quanto tempo un ragazzo può trascorrere davanti ad un  computer?

La tecnologia non è pericolosa o lesiva, semmai è l’uso che si fa di essa che  può essere pericolosa.

Bisogna  avere fiducia nei propri figli ed insieme a loro stabilire delle regole per governare il tempo di esposizione alle tecnologie. Le regole devono essere accettate da tutti componenti della famiglia e mai imposte. Il divieto ed il controllo non funzionano in quanto spingono i figli ad allontanarsi. L’alleanza con i propri figli è decisamente più faticosa ma più efficace. Sicuramente i ragazzi possono perdere tempo davanti al  computer, così come un’esposizione prolungata e costante ai media può produrre dipendenza. Ma dove c’è un pc sempre acceso,spesso ci sono genitori che non comunicano con i propri figli. Se sei preoccupato per tuo figlio, gioca  con lui.

Una strategia efficace è quella di far capire ai ragazzi è che nel mondo dei media ci sono anche gli adulti e che tra i contatti di Skype ci possono essere anche mamma e papà.

Dr.ssa Lombardo Lucia Anna
Psicologo Psicoterapeuta Caserta



Ambiti di intervento

  • Psicologia Clinica

  • Valutazione Psicodiagnostica

  • Valutazione Neuropsicologica

  • Psicoterapia individuale di coppia e familiare

  • Disagio e disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza


Dott.ssa Lombardo Lucia Anna
Psicologo Psicoterapeuta Caserta
Riceve in: Via Giuseppe de Falco, 24, 81100 Caserta CE | Via del Foro, 19, 03043 Cassino FR | Piazza Bologna, 00162 Roma
luciaannalombardo@hotmail.it | privacy

Iscritta all’Albo degli psicologi regione Campania n.2456 dal 13/01/2006. Laurea psicologia indirizzo clinico e di comunità (vecchio ordinamento), presso seconda università degli studi di Napoli Federico II.

AVVISO: Le informazioni contenute in questo sito non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi.
I consigli forniti via web o email vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento.
La visita psicologica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.

©2016 Tutti i testi presenti su questo sito sono di proprietà della Dott.ssa Lombardo Lucia Anna.
Ultima modifica: 24/06/2016